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Summit UE, i "grandi" cercano una linea comune

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Summit UE, i "grandi" cercano una linea comune

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La porta dell’Unione europea resta aperta, ma chi vorrà entrare dovrà essere selezionato con più rigore e comunque occorre una pausa di riflessione per superare l’impasse istituzionale provocata dai no alla costituzione. Sono i concetti generali acquisiti dopo la prima giornata del summit europeo di Bruxelles, l’ultimo a 25 prima dell’allargamento, il 1.o gennaio, a Romania e Bulgaria. Il presidente della Commissione Josè Barroso è ottimista: “Spero che le conclusioni di oggi metteranno in chiaro che stiamo facendo dei passi in avanti. L’atmosfera della discussione, ieri, era molto buona, soprattutto sull’allargamento. Su questo argomento sta chiaramente emergendo un rinnovato consenso”.

L’obiettivo del secondo e ultimo giorno del summit è proprio quello di trovare un accordo completo sui nuovi criteri dell’allargamento e su come rilanciare il dibattito sulla costituzione bocciata da referendum in Francia e Paesi Bassi. Sulla carta fondamentale, Spagna e Lussemburgo hanno convocato a gennaio una riunione dei 16 paesi che l’hanno già ratificata. Un argomento su cui c‘è compattezza è l’immigrazione: i leader europei hanno concordato sulla proposta di lavorare a un summit Europa-Africa, da tenere durante la presidenza portoghese, nella seconda metà del 2007.