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Verso un rallentamento delle nuove adesioni all'Ue

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Verso un rallentamento delle nuove adesioni all'Ue

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Più cautela nell’ammissione di nuovi Paesi nell’Unione Europea: sarà questa, con ogni probabilità, la linea che i capi di stato e di governo dei Venticinque approveranno al vertice europeo di oggi e domani. L’incontro servirà a interrogarsi sulle capacità d’integrazione della sempre più larga Unione e sulle riforme istituzionali, che sono bloccate da quando francesi e olandesi hanno votato No ai referendum sulla Costituzione europea. Ma fino a che i meccanismi decisionali non saranno snelliti, i Paesi membri pensano che sia impossibile accogliere nuovi stati. Se al precedente summit di ottobre, in Finlandia, aveva tenuto banco la questione turca, stavolta su questo punto il compromesso è stato trovato in anticipo: lunedì è stato deciso di congelare una serie di trattative con Ankara per sanzionare il mancato rispetto di un accordo doganale con Cipro.

Amanda Akcakoca, analista allo European Policy Centre di Bruxelles, però ammonisce: “Alcuni stati membri dovrebbero essere più maturi: invece di dipingere l’adesione della Turchia così negativamente, dovrebbero essere più ottimisti e più giusti. Perché in fin dei conti, l’adesione turca arriverà fra 15/20 anni. E’ un lasso di tempo molto lungo e allora sia l’Unione Europea sia la Turchia saranno cambiate”. Al vertice europeo sarà anche dato il benvenuto a Romania e Bulgaria, che entrano nell’Unione il PRIMO gennaio. Per gli altri candidati saranno probabili invece ritardi. A cominciare dalla Croazia, il cui ingresso dovrebbe slittare almeno al 2010.