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Scotland Yard esclude l'ipotesi del complotto nella morte di Lady Diana

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Scotland Yard esclude l'ipotesi del complotto nella morte di Lady Diana

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Non fu un complotto ad uccidere la principessa Diana e Dodi al Fayed, ma l’eccessiva velocità a cui viaggiava la loro auto, inseguita dai paparazzi. E i riflessi annebbiati dall’alcol dell’autista. L’inchiesta, durata tre anni, è stata diretta dall’ex capo di Scotland Yard, John Stevens.

“Sulla base delle prove di cui disponiamo adesso, possiamo escludere l’ipotesi di un complotto per uccidere uno qualunque degli occupanti della macchina. E’ stato un tragico incidente. Siamo certi che la principessa di Galles non fosse incinta al momento della sua morte. Lo dimostrano i test condotti sui campioni di sangue prelevati all’interno della vettura”.

Conclusioni che confermano l’esito delle indagini della giustizia francese, ma che non soddisfano Mohammed al Fayed. Il magnate egiziano, padre di Dody, esclude che l’autista Henry Paul fosse ubriaco, quella notte del 31 agosto ’97, a Parigi. E si dice convinto che l’incidente, sotto il ponte dell’Alma, sia stato provocato dai servizi segreti britannici, perchè la relazione della principessa imbarazzava la casa reale.

Le teorie del complotto si sono moltiplicate nei nove anni dalla morte di Diana e alcune accusano anche il principe Carlo, che si è poi risposato con Camilla Parker Bowles. Resta da vedere se per i tanti che ancora ricordano Lady D., il rapporto della polizia sarà sufficiente a estinguere davvero i dubbi.