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Polonia, cerimonie 25 anni dopo la repressione di Solidarnosc

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Polonia, cerimonie 25 anni dopo la repressione di Solidarnosc

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La Polonia commemora i 25 anni dall’inizio della repressione contro il sindacato Solidarnosc. Il Primo ministro Jaroslaw Kaczynski ha deposto una corona di fiori sulla tomba del prete Jerzy Popieluszko, assassinato perché stava dalla parte dei sindacalisti.

Nel parlamento di Varsavia, il capo dello Stato Lech Kaczinsky, fratello gemello del premier, ha presieduto una cerimonia alla presenza del leader storico di Solidarnosc, Lech Walesa. La Polonia ricorda la vicenda di Solidarnosc come una guerra nazionale per la libertà, che ha contribuito alla caduta dei regimi comunisti in tutto l’impero sovietico alla fine degli anni Ottanta.
La notte tra il 12 e il 13 dicembre 1981, il generale Wojciech Jaruzelski proclamò la legge marziale, mettendo fuori legge il sindacato Solidarnosc, forte di circa 10 milioni di iscritti. Veniva così avviata la repressione contro il movimento col quale un anno e mezzo prima il governo polacco aveva firmato un accordo in base al quale veniva riconosciuta legalmente l’esistenza di un sindacato come soggetto autonomo. Accordo raggiunto dopo una estate di scioperi ai cantieri navali di Danzica.

La decisione di instaurare la legge marziale è ancora oggi ogetto di dibattito, in Polonia. Il generale Jaruzelski ha sempre sostenuto che quello era l’unico modo per evitare l’invasione sovietica. Jaruzelski, oggi 83enne, è attualmente ricoverato in ospedale per una polmonite.