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I funerali di Pinochet dividono il paese

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I funerali di Pinochet dividono il paese

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Anche da morto, Augusto Pinochet continua a dividere il Cile. Al suo funerale hanno assisitito oltre alla moglie Lucia Hiriart e la famiglia, cinquemila nostalgici che lo ringraziano di avere salvato la patria dal comunismo. Non ha avuto funerali di stato, ma onori militari: la bandiera cilena che copriva la bara è stata consegnata alla moglie. L’unico rappresentante dello stato, il ministro della difesa Vivianne Blanlot, in bianco, è stata fischiata. Il feretro ha poi lasciato l’Accademia militare, diretto a Vina del mar, per la cremazione.

Migliaia di oppositori dell’ex dittatore hanno celebrato nel centro di Santiago a loro modo il funerale: con una testa di maiale, in una bara, che è stata poi bruciata e gettata nel fiume Mapocho, dove durante il regime venivano gettati i corpi dei dissidenti. I manifestanti si sono scontrati nuovamente con la polizia, che ha arrestato alcune decine di persone da domenica a oggi. I detrattori del Caudillo non gli perdonano di essere morto a novantunanni, senza essere stato condannato per nessuno dei crimini di cui è accusato: dalla frode alla violazione dei diritti umani.