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Sakhalin-2, Royal Dutch Shell si arrende al Cremlino: la maggioranza andrà a Gazprom

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Sakhalin-2, Royal Dutch Shell si arrende al Cremlino: la maggioranza andrà a Gazprom

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La multinazionale anglo-olandese va verso la cessione della quota di maggioranza del progetto che mira a sfruttare le ingenti riserve di petrolio e di gas dell’estremo oriente russo.
Acquirente della quota del progetto nell’isola del Pacifico è il colosso statale russo dell’energia Gazprom, che ha confermato l’incontro con la società anglo-olandese, ma non ha reso noti i termini dell’accordo.
Nella nuova struttura societaria, la Russia fa finalmente il suo ingresso in Sakhalin-2, il cui capitale era diviso fino a oggi tra la Shell, che ha il 55%, e le giapponesi Mitsui e Mitsubishi.
Mosca si impossessa dunque del progetto che ha riserve di gas e di petrolio per oltre 45 miliardi di barili equivalenti di greggio e che, con un budget di 17 miliardi di euro, era il maggior investimento straniero in Russia.
Causa della capitolazione di Shell, le pressione esercitate negli ultimi mesi da Mosca attraverso numerose e ripetute indagini fiscali e ambientali. L’accordo rappresenta, dunque, una vittoria per il governo di Putin, sempre più intenzionato ad avere pieno controllo sul maggiore settore economico russo, quello energetico.