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Negazionisti e revisionisti a Teheran per una conferenza sull'Olocausto

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Negazionisti e revisionisti a Teheran per una conferenza sull'Olocausto

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Storici revisionisti, negazionisti come il francese Robert Faurisson, ma anche rabbini ultraortodossi contrari alla creazione dello stato di Israele si sono incontrati oggi a Teheran per una conferenza organizzata dal governo iraniano.

Un forum scientifico, secondo il ministro degli esteri Manuchehr Mottaki, per dare una risposta alle domande sollevate dal presidente Ahmadinejad, che ha definito l’Olocausto un “mito” e ha auspicato la cancellazione di Israele.

“Il regime sionista – dice Mottaki – sa che mettendo in discussione l’Olocausto si mette in discussione anche la sua identità”.

Meno pittoresca la lista dei partecipanti ad una conferenza di segno opposto che si è aperta oggi a Berlino, per documentare la storicità dell’Olocausto.

David Menashri, direttore del centro studi iraniani all’università di Tel Haviv. “Ahmadinejad vuole che l’Iran diventi una potenza nucleare e spera di farla franca sviando l’attenzione da questo progetto”.

Milioni di ebrei vennero sterminati nei campi nazisti durante la seconda guerra mondiale. In alcuni paesi europei, come la Germania, la negazione dell’Olocausto è considerata un reato punibile con il carcere. Lo storico britannico David Irving sta scontando tre anni di prigione in Austria per le sue tesi negazioniste.