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Gli anni bui della dittatura di Pinochet

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Gli anni bui della dittatura di Pinochet

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Nel 1973 il generale Augusto Pinochet entra nella storia come il modello del dittatore latino-americano. L’11 settembre del 1973, Pinochet guida il colpo di stato con cui viene rovesciato il presidente socialista Salvador Allende. La lealtà del generale al suo presidente era durata appena 18 giorni.

Il 23 agosto 1973 era stato nominato alla testa dell’esercito cileno dal presidente, che aveva un’ alta opinione del generale. Pinochet nasce nel 1915, il padre è un militare, ma la ferrea disciplina imposta a casa non basta. A 18 anni, solo dopo tre tentativi, riesce a accedere all’accademia militare. Nel 1940 sposa Lucia Hiriat dalla quale avrà 5 figli.

Il militare senza storia si rivela dopo l’11 settembre del 1973, un dittatore senza pietà per gli oppositori di sinistra e un capo da temere per i suoi pari della Giunta militare. La polizia politica, la DINA, non rende conto che a lui.

Nel 1974 è proclamato Capo supremo della nazione, nel marzo del 1981 presidente della Repubblica. Nei 17 anni di dittatura, stando al rapporto Rettig del 1991, ci sono state oltre 3100 vittime, più di mille i detenuti scomparsi nel nulla. Una pratica sinistra che verrà copiata da altri dittatori dell’America Latina.

Ma Pinochet cercherà comunque di tutelarsi e di organizzarsi l’impunità. Nel 1978 promulga una legge di amnistia e in seguito rivede anche la Costituzione che gli consentirà di restare alla guida delle forze armate fino al 1998, si assicura anche l’immunità con la nomina a senatore a vita.

Ma il passato lo raggiunge dove non si aspetta: a Londra. Un ordine di arresto internazionale della giustizia spagnola lo costringe agli arresti domiciliari per 503 giorni.

Rilasciato per motivi di salute nel 2000, rientra in patria dove gli viene revocata l’immunità parlamentare e dove la giustizia lo incalza. Dal 2000 a oggi sono diversi i procedimenti giudiziari che lo hanno visto sul banco degli imputati per frode, corruzione e omicidi.

Pinochet, che si è sempre professato un buon cristiano fino alla fine non si è rimproverato niente. Assumendo le responsabilità politiche di quanto accadato sotto il suo regime, ha aggiunto che ha agito per il bene del Paese.