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La rivolta delle periferie fu anche colpa della polizia, rivela un'inchiesta

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La rivolta delle periferie fu anche colpa della polizia, rivela un'inchiesta

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Nell’operazione che diede il via alla rivolta delle banlieu ci fu “sorprendente leggerezza” da parte della polizia: è quanto conclude un’inchiesta interna delle forze dell’ordine francesi. Braccati dagli agenti, due minorenni si erano rifugiati in una centrale elettrica rimanendo fulminati. ean-Pierre Mignard, avvocato dei familiari delle vittime, è soddisfatto: “Un anno fa si diceva: non c‘è stato inseguimento. E’ questo che ha fatto impazzire i giovani delle periferie. Questo rapporto di polizia, molto ben fatto, per la prima volta dice: c‘è stato un inseguimento e questo inseguimento ha coinvolto almeno cinque pattuglie”.

Alla tragedia – avvenuta a Clichy-sous-Bois, nei pressi di Parigi – seguirono tre settimane di disordini, durante le quali migliaia di auto furono incendiate.

L’inseguimento era cominciato dopo che i giovani avevano tentato un furto in un cantiere. Daniel Merchat, avvocato di cinque poliziotti, insiste: “Da un anno analizziamo e commentiamo ciò che è successo in tre minuti. Certo è facile dire: bisognava fare questo, non bisognava fare quest’altro… Ma loro erano in azione e si sono comportati nella maniera più professionale possibile”.

L’accusa per le forze dell’ordine è di aver spinto i giovani in un luogo a rischio o di aver omesso di aiutarli una volta in pericolo. I poliziotti dicono di non averli visti entrare nella centrale elettrica. Avrebbero dovuto capirlo, se solo avessero ascoltato i messaggi via radio, ha conluso l’inchiesta interna.