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Cresce la tensione in Libano

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Cresce la tensione in Libano

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Ancora una giornata ad alta tensione in Libano, dove da una settimana l’opposizione occupa la piazza centrale di Beirut. In segno di unità, voluto dai leader della protesta, sarà un religioso sunnita a tenere la preghiera del venerdì davanti a milioni di sciiti. Ma sono pochi i sunniti vicini all’opposizione, e dopo gli scontri degli ultimi giorni si teme che il paese scivoli nella violenza interreligiosa.

Il premier, l’anti siriano Fuad Siniora resta trincerato nel palazzo del governo e ripete gli appelli al dialogo. Ma l’opposizione, formata da Hezbollah e appoggiata dai cristiani del generale Aoun, è determinata a continuare il sit- in fino alle dimissioni del suo governo.

Lo ha ripetuto ai manifestanti, con un messaggio televisivo, il leader sciita Hassan Nasrallah, che ha lanciato anche pesanti accuse. Dietro alla guerra in Libano quest’estate, ci sarebbe stato, secondo lui, il governo di Beirut che, per eliminare Hezbollah, avrebbe fatto pressione su Washington e Israele.