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La Corte dell'Aja ordina di interrompere lo sciopero della fame di Seselj

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La Corte dell'Aja ordina di interrompere lo sciopero della fame di Seselj

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Il Tribunale internazionale per l’ex Jugoslavia ha ordinato di tenere in vita Vojislav Seselj, anche a costo di nutrirlo artificalmente. Sotto processo per crimini di guerra contro popolazioni non serbe, Seselj da 26 giorni ha smesso di mangiare e beve solo acqua. Le sue sorti potrebbero influenzare le elezioni politiche serbe del prossimo 21 gennaio, nelle quali il suo Partito radicale è già dato per favorito.

“I medici hanno detto due cose – ha precisato Refik Hodzic, portavoce del tribunale dell’Aja – La prima è che sono soddifatti della sistemazione del signor Seselj nell’ospedale carcerario olandese, dove è tenuto sotto stretta osservazione e dove potrebbe essere assicurata immediata assistenza medica nel caso ci fosse necessità. In secondo luogo, hanno riferito sulle condizioni di Seselj, esprimendo grande preoccupazione per il suo stato di salute provocato dal suo rifiuto di assumere cibo o medicine”.

Negli anni ’80, imprigionato in Jugoslavia per la sua dissidenza anti-comunista, Seselj resistette a uno sciopero della fame di 48 giorni. Ma Patrick Barriot, il medico francese che l’ha visitato l’altro ieri insieme a un collega serbo e a uno russo, non è tranquillizzante: “Lo stato del Dottor Seselj ci ha davvero preoccupato. E’ in una condizione critica e pensiamo che sia in pericolo”.

La Corte non ha escluso di riprendere il dibattimento anche in sua assenza, considerando anche il precedente del suo coimputato Slobodan Milosevic: l’ex presidente serbo è infatti morto incensurato lo scorso marzo, un mese prima della fine del processo.