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Cerimonia mussulmana a Londra per Alexandr Litvinenko

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Cerimonia mussulmana a Londra per Alexandr Litvinenko

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L’ex agente russo avvelenato è stato sepolto nel cimitero di Highgate, nel nord della capitale britannica. Si era convertito all’Islam prima di morire. L’ex spia russa è morta a 43 anni il 23 novembre dopo tre settimane di agonia, stroncato da una dose micidiale di polonio 210: le sue spoglie resteranno radioattive per una ventina d’anni per questo è stata necessaria una bara schermata.

Tra i presenti alla cerimonia, il padre, che ha nuovamente accusato il presidente Vladimir Putin per la morte del figlio. Ha partecipato alla preghiera nella moschea di Reagent’s Park, e alla sepoltura anche Akhmed Zakaiev, portavoce della causa cecena in esilio, amico di Litvinenko. “Litvinenko si è ribellato ai crimini commessi dai suoi ex colleghi e lo stesso ha fatto la giornalista Anna Politkovskaya: lei li ha esposti, lui ha fornito le prove. Doveva essere liquidato”.

Nel giorno della sepoltura il caso Litvinenko assume nuove proporzioni: sette dipendenti del Millennium Hotel sono risultati positivi, a bassi livelli, al polonio 210. Sul fronte delle indagini, Mosca annuncia l’apertura di due inchieste, una per l’assassinio di Litvinenko e l’altra per il tentato omicidio di Dimitri Kovtun, l’ex agente russo che incontrò Litvinenko, anch’egli positivo al polonio e ora in stato di coma.

Il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov minimizza le conseguenze del caso: “Il tentativo di trasformare la morte di Litvinenko in scoop politico è stato un buco nell’acqua”. Le autorità russe hanno posticipato sine die l’incontro degli inquirenti di Scotland Yard con Andrei Lugovoi, l’altro ex agente russo che incontrò Litvinenko il giorno in cui si manifestarono i primi sintomi dell’avvelenamento. Anche Lugovoi è sottoposto a test di radioattività in un ospedale di Mosca.