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Blair a Washington a consulto sull'Iraq

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Blair a Washington a consulto sull'Iraq

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Che fare in Iraq… Pubblicato il rapporto Baker-Hamilton, che boccia la strategia americana, la domanda per gli Stati Uniti si fa angosciosa, quasi 4 anni e 2900 soldati morti dopo l’inizio dell’invasione. Il premier britannico Tony Blair, il più stretto alleato della Casa Bianca sul dossier iracheno, è giunto ieri sera a Washington e incontrerà oggi il presidente degli Stati Uniti George Bush. Blair aveva già suggerito di trovare una soluzione nel quadro di una risposta globale ai problemi del medioriente, includendo, eventualmente, anche un dialogo con Siria e Iran.

Ed è proprio questa una delle 79 raccomandazioni del rapporto che il gruppo di studio indipendente sull’Iraq ha consegnato ieri a Bush. Il documento sottolinea l’inefficacia dell’approccio esclusivamente militare e propone di imboccare con piu’ decisione la via della diplomazia.

La crescente opposizione alla guerra ha facilitato la vittoria democratica alle elezioni di metà mandato, la speaker della Camera designata, la democratica Nancy Pelosi: “Prima di tutto, mi rallegro del fatto che anche il gruppo di studio sull’Iraq sia arrivato alla conclusione che la politica del presidente Bush in Iraq è stata un fallimento, da cui tutto questo caos ha origine”. Il riferimento è alla guerra civile alla quale, secondo la commissione Baker-Hamilton, l’Iraq è destinato se non si opera un cambio di strategia nel più breve tempo possibile.