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Libano, Hezbollah mantiene la pressione sul governo Siniora

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Libano, Hezbollah mantiene la pressione sul governo Siniora

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Quinta notte di sit-in davanti al palazzo del governo per l’opposizione libanese, impegnata in una protesta, che rischia sempre più di far ripiombare il paese nella violenza. Nel maxi schermo la vittima dei primi scontri tra filo e anti siriani: un ventenne sciita freddato domenica in un quartiere sunnita mentre tornava dalla manifestazione. Hezbollah, con l’apppoggio dei cristiani del generale Aoun, intende continuare la mobilitazione iniziata venerdì fino a che il governo non si dimette.

Il premier Fuad Siniora, trincerato assieme ad alcuni ministri nella sede dell’esecutivo, è stato raggiunto per solidarietà da centinaia di sostenitori. Nei giorni scorsi il premier, che ha ricevuto anche il sostegno della diplomazia europea e della Lega Araba, ha lanciato appelli al dialogo.

Appelli caduti nel vuoto: l’opposizione non riconosce l’esecutivo, che dopo la dimissione di sei ministri, non rappresenta più la comunità sciita. “Morte a Siniora” è uno degli slogan ripetuti durante i funerali della giovane viitima degli scontri di domenica. E mentre sunniti e sciiti si attribuiscono a vicenda la responsabilità di questa morte, l’esercito teme di perddere il controllo della situazione.