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La Bulgaria decide di aprire gli archivi dei suoi servizi segreti

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La Bulgaria decide di aprire gli archivi dei suoi servizi segreti

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Gli archivi dei servizi segreti bulgari, custoditi gelosamente per diciassette anni dopo la fine della guerra fredda, stanno per diventare di dominio pubblico. Lo ha deciso il parlamento, in previsione dell’ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea, il primo gennaio 2007.

L’apertura degli archivi potrebbe far luce su alcuni dei misteri più fitti degli ultimi trent’anni. Come il presunto ruolo giocato dai servizi bulgari in relazione all’attentato contro Giovanni Paolo II, nell’81. Prove, al momento, non ne esistono, per quanto la pista sia stata battuta. E se anche Ali Agca ne parlò in privato con il Papa, il contenuto di quell’incontro non è mai stato rivelato.

Gli archivi sono un bottino prezioso per quanti hanno cercato di venire a capo dell’omicidio dello scrittore russo Gueorgui Markov, nel ’78 a Londra. A parlare di un coinvolgimento dei servizi bulgari fu l’ex agente sovietico Oleg Kalugin. Un caso noto come “l’ombrello bulgaro”, dallo strumento utilizzato per avvelenare Markov, alla fermata di un autobus. Vecchi segreti divenuti un bagaglio ingombrante per la Bulgaria che si affaccia all’Europa. Gli ultimi paesi che hanno aderito all’Unione hanno adottato misure analoghe.