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Iraq: tutto da rifare. Lo dice la Commissione Baker-Hamilton

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Iraq: tutto da rifare. Lo dice la Commissione Baker-Hamilton

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La strategia americana in Iraq deve essere interamente rivista. Il Gruppo di studio bipartisan sull’Iraq ha consegnato al presidente degli Stati Uniti George Bush un rapporto che è una condanna senza appello rispetto all’attuale politica della Casa bianca.

La relazione è stata presentata in conferenza stampa, a Washington, dai copresidenti, repubblicano e democratico, del Gruppo: l’ex segretario di stato James Baker e l’ex capo della commissione affari esteri della Camera Lee Hamilton. Hamilton ne ha riassunto così i contenuti:

“In primo luogo un cambiamento nella missione principale delle forze americane, per poter cominciare a pensare, responsabilmente, a un ritiro delle truppe. In secondo luogo un’immediata azione da parte del governo iracheno per ottenere certi risultati fondamentali, in particolare rispetto alla riconciliazione nazionale. Terzo: nuovi e più pronunciati sforzi politici e diplomatici in Iraq e nella regione”.

Quello della risoluzione della questione irachena nel quadro di un approccio diplomatico globale dei problemi del medioriente è un punto su cui ha insistito anche Baker: “Questo gruppo di supporto dovrebbe includere l’Iraq, ovviamente, ma anche i paesi confinanti, compresi l’Iran e la Siria”.

Impegnare dunque costruttivamente in un dialogo due stati cui gli Stati Uniti hanno sempre rifiutato di parlare direttamente: è un completo rovesciamento della strategia finora condotta quello che la commissione Baker-Hamilton preconizza, riconoscendo che l’Iraq potrebbe precipitare da un momento all’altro nel caos. Ieri un membro dell’amministrazione americana, il segretario alla difesa designato Robert Gates, ha per la prima volta riconosciuto apertamente che in Iraq gli Stati Uniti non stanno vincendo.