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Hezbollah aumenta la pressione sul governo libanese, al sesto giorno di protesta

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Hezbollah aumenta la pressione sul governo libanese, al sesto giorno di protesta

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L’opposizione libanese prosegue oggi per il sesto giorno consecutivo un sit in di protesta contro il governo del primo ministro Fouad Siniora. Hezbollah ha invitato a unirsi alla mobilitazione anche le principali associazioni sindacali, per aumentare ulteriormente la pressione sull’esecutivo. Sui giornali del mattino, il segretario generale della lega araba, Amr Moussa, sostiene che una tenue speranza potrebbe giungere dalla conferenza dei donatori che si terrà a gennaio a Parigi.

Ma a Beirut la tensione rimane alta. Nella notte si sono verificati nuovi scontri tra sciiti e sunniti. Episodi che alimentano il rischio di una guerra civile. Trincerato nel palazzo del governo insieme ad alcuni dei suoi ministri, il premier Siniora ha ricevuto ieri centinaia di sostenitori. Un segno di solidarietà che non basta tuttavia a rendere la sua posizione meno scomoda.

I partiti filosciiti di Hezbollah e Amal, sostenuti da Siria e Iran, non riconoscono la legittimità dell’esecutivo, del quale chiedono le dimissioni. A poco sono valsi finora gli sforzi diplomatici di Francia e Germania, che chiedono a Teheran di smettere di sostenere l’opposizione libanese.