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Belgrado rivuole il presunto criminale di guerra Seselj

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Belgrado rivuole il presunto criminale di guerra Seselj

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La Serbia ha chiesto il rimpatrio per motivi di salute di Vojislav Seselj, sotto processo per crimini di guerra nella ex Jugoslavia. Il leader del Partito radicale serbo è in sciopero della fame da 25 giorni. Ricoverato in un’opedale militare olandese, venerdì il suo processo in corso all’Aja è stato sospeso fino a data da destinarsi. Le autorità serbe vogliono che Seselj venga trasferito in una struttura sanitaria di Belgrado.

Secondo il suo medico Mocilo Babic, avrebbe perso 25 chili: “E’ in grave pericolo. Potrebbe morire prima di cadere in coma, magari nel sonno”. Seselj si è consegnato al Tribunale dell’Aja nel 2003, proclamandosi sempre innocente e definendo spie i suoi difensori d’ufficio. Sabato a Belgrado 30.000 persone hanno manifestato davanti all’ambasciata americana accusando gli Stati Uniti di volerlo uccidere. A marzo l’ex presidente serbo Slobodan Milosevic è morto in cella prima della conclusione del processo.