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Pentagono: non stiamo vincendo in Iraq

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Pentagono: non stiamo vincendo in Iraq

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Gli Usa non stanno vincendo in Iraq. A dichiararlo è il futuro capo del Pentagono Robert Gates. Il successore del segretario della difesa americano Donald Rumsfeld non ha usato mezzi termini davanti al Senato durante l’audizione per la conferma della nomina.

Alla domanda del senatore democratico Carl Levin, Gates ha risposto con un secco ‘no’ e ha aggiunto: “Tutte le opzioni sono attualmente possibili riguardo alle strategie per gestire la crisi in Iraq e alle azioni da intraprendere per essere più efficaci e poter pianificare il ritiro delle truppe”.

Il presidente americano ha cominciato a incontrare le diverse fazioni irachene mentre sul campo le violenze interconfessionali continuano a provocare vittime. Nelle ultime 24 ore nella sola Bagdad sono morte oltre trenta persone. Un’autobomba ha devastato un mercato nel quartiere di Al Amil facendo due morti e nove feriti. Sono quindici invece le vittime di un attacco a un autobus carico di lavoratori sciiti.

Altri sedici morti per l’esplosione di tre autobomba vicino a una stazione di benzina. Il leader del principale partitio sciita Abdul Al Hakim ha esortato gli Usa a colpire più duramente la guerriglia sunnita.