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Rivoluzione delle pensioni in Gran Bretagna: età minima a 68 anni dal 2046


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Rivoluzione delle pensioni in Gran Bretagna: età minima a 68 anni dal 2046

Il governo britannico ha lanciato la riforma del sistema che porterà l’età minima, attualmente di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne, a 68 anni, entro il 2046. Scopo del nuovo sistema, colmare il buco delle casse statali, stimato in 83,5 miliardi di euro. Ma soprattutto quello di dare stabilità ed equità al sistema, risolvendo il problema del gap generazionale e di quello tra uomini e donne.

Con la riforma, l’età minima per avere diritto alla pensione di anzianità sarà portata 68 anni, ma sarà ridotto il numero di anni in cui si sono versati i contributi. Altra novità: le donne vedranno innalzato il loro assegno pensionistico settimanale a 185 euro.
Le pensioni saranno finanziate anche con un programma di risparmio nazionale a cui sono tenuti ad aderire i lavoratori dipendenti.

Ma la situazione demografica, che vede un aumento dell’invecchiamento della popolazione e una diminuzione delle nascite, preoccupano anche la Germania. Il Parlamento tedesco ha avviato le discussioni sul disegno di legge che porterà l’età minima a 67 anni e che mira ad agevolare il ritorno nel mercato del lavoto dei cinquantenni. Secondo i premi Nobel per l’economia Robert Mundell, James Heckman e Robert Solow, riuniti a Venezia, una riforma del sistema pensionistico è necessaria anche in Italia.

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