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Bruxelles mette in attesa la Turchia

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Bruxelles mette in attesa la Turchia

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La Commissione europea ha proposto di sospendere parzialmente i negoziati tra l’Unione europea e la Turchia, perché Ankara continua a violare gli accordi doganali, chiudendo i suoi porti al traffico proveniente da Cipro. I negoziati non saranno interrotti a causa di queste differenze commerciali ha puntualizzato il commissario all’allargamento Olli Rehn, devono continuare ma rallenteranno. E ad essere sospese saranno proprio le trattative relative all’unione doganale, otto capitoli su trentacinque.

Per aprire i suoi porti, la Turchia esige la fine dell’isolamento della comunità turca del nord di Cipro, rimasta fuori dall’Unione europea, perché ha aderito solo la parte sud, greca, riconosciuta a livello internazionale. La proposta della commissione europea non è piaciuta a Recep Tayyip Erdogan. Il premier turco a Riga l’ha definita inaccettabile.

A favore di una sospensione parziale si sono schierati invece la Francia e la Germania. Il cancelliere Angela Merkel che da gennaio assumerà la presidenza dell’Unione, ha dichiarato: “Credo che la proposta della commissione sia un segnale forte, che vuol dire: abbiamo bisogno che la Turchia accetti il protocollo doganale”

Anche il ministro degli esteri italiano ha definito abbastanza equilibrata la posizione di Bruxelles. Di tutt’altra opinione invece il primo ministro britannico Tony Blair: “In questo momento inviare un segnale negativo alla Turchia sarebbe un grande errore in una prospettiva a lungo termine” L’ultima parola spetterà comunque ai ministri degli esteri europei, l’11 dicembre.