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Il papa a Ankara: "Un viaggio pastorale"

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Il papa a Ankara: "Un viaggio pastorale"

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Un viaggio pastorale e non politico. Così Benedetto XVI è giunto a Ankara, per la missione religiosa che lo vedrà in Turchia fino a venerdì. Così come i suoi due predecessori vuole riavvicinare i cristiani d’oriente e d’occidente, separati da oltre mill’anni di storia dopo lo scisma del 1054.

Ma il viaggio del papa assume oggi più che mai un significato politico. Si tratta del primo viaggio in un paese a maggioranza musulmana fatto dal pontefice dopo le sue dichiarazioni di Ratisbona, che presso gli islamici, e non, sollevarono un mare di polemiche.

E fu proprio il premier turco Erdogan a chiedere a Ratzinger scuse ufficiali. Erdogan che dopo aver annunciato di non potere incontrare il papa perché assente per il vertice Nato di Riga, ha fatto marcia indietro. Nella saletta vip dell’aeroporto internazionale della capitale turca ha ringraziato il Santo Padre per la visita, sottolineando il significato particolare che essa assume oggi.

Dopo aver visitato il mausoleo di Ataturk, Benedetto XVI incontrerà il presidente Sezer. La missione più propriamente religiosa entrerà nel vivo domani, quando a Istanbul incontrerà il patriarca di Costantinopoli Bartolomeno I. Oltre a officiare messa insieme i due capi religiosi affronteranno argomenti che li vedono d’accordo, come il laicismo dilagante in Europa e la militanza musulmana.

Affronteranno anche i nodi che allontanano le due chiese, tra questi il primato petrino, l’autorità del papa rispetto alle altre chiese cristiane. Come sottolineato da molti analisti, i risultati concreti non si raccoglieranno oggi. Ma è un passo importante di quel riavvicinamento che il Vaticano ha intrapreso con Paolo VI negli anni Sessanta.