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Energia e questioni geostrategiche al vertice della Csi di Minsk

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Energia e questioni geostrategiche al vertice della Csi di Minsk

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Le ex Repubbliche sovietiche, meno quelle baltiche, si sono ritrovate a Minsk per il vertice della Comunità di stati indipendenti. A dominare l’incontro, che avviene a quindici anni dal crollo dell’Urss, sono stati i temi energetici e gli equilibri geostrategici. Proprio la Bielorussia di Aleksandr Lukashenko, grande alleato di Mosca, guida il fronte della protesta contro il gigante energetico russo Gazprom per i rincari del prezzo del gas. Mentre altri paesi produttori come il Kazakhstan reclamano più peso nelle scelte strategiche e l’Azerbaigian cerca di staccarsi dalla scomoda tutela del Cremlino.

Altri Paesi come Ucraina e Georgia indispongono il grande vicino russo per la volonta manifesta di avvicinarsi all’occidente tramite l’ingresso nell’‘Unione europea o nella Nato. Come nei precedenti vertici della Csi sono emerse più le divisioni che la volontà di cooperazione. L’anno scorso il presidente del Turkmenistan aveva deciso di uscire dall’organizzazione e di diventare membro associato, denunciando la frammentazione in coalizioni e gruppi. Alzando il prezzo del gas la Russia ha voluto, secondo gli analisti, cancellare il sistema paternalistico ereditato dall’Unione sovietica.