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Varsavia accusa la Commissione europea e la presidenza finlandese

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Varsavia accusa la Commissione europea e la presidenza finlandese

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La Polonia non ci sta a prendersi le responsabilità del fallimento del vertice di Helsinki. Venerdí stesso il primo ministro polacco Jaroslaw Kaczynski ha difeso il veto, affermando che la Polonia non voleva essere trattata dalla Russia come un membro europeo di serie B. Il premier polacco ha accusato invece la presidenza finlandese e la Commissione europea di non aver ascoltato i ripetuti appelli di Varsavia. L’embargo russo sulla carne polacca era in vigore da un anno, ma la Commissione ha inviato un gruppo di esperti veterinari solo la settimana scorsa. Per Bruxelles la questione era bilaterale, l’ostinazione dei gemelli Kaczinski ne ha fatto una vicenda europea.

Per alcuni osservatori tuttavia si tratta di una mossa di politica interna, per fare recupare voti al governo conservatore in vista delle elezioni amministrative di domenica.

Non è la prima volta tuttavia che la Polonia si chiude in posizione nazionalistiche. E’ l’unico dei nuovi membri ad aver rinviato sine die il passaggio all’euro, obbligatorio dopo la sua adesione.