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Vladimir Chizhov, ambasciatore russo all'UE: "L'Europa, un partner importante ma ancor piú difficile dopo l'allargamento"

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Vladimir Chizhov, ambasciatore russo all'UE: "L'Europa, un partner importante ma ancor piú difficile dopo l'allargamento"

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A pochi giorni dal vertice tra Unione europea e Russia, la Polonia ha posto il veto all’avvio dei negoziati con Mosca, reclamando la revoca di un embargo russo sui prodotti agricoli polacchi. Per l’ambasciatore russo all’Unione europea, Vladimir Chizhov è un segno della crisi interna tra i venticinque. EuroNews l’ha intervistato alla vigilia del summit di Helsinki.

Euronews: Poco prima del summit euro-russo la Polonia con il suo veto ha minacciato l’apertura dei negoziati tra l’Unione europea e la Russia sul nuovo accordo di cooperazione. Pensa che l’Unione europea possa parlare con una sola voce come parter della Russia?

Vladimir Chizhov: “La Russia considera l’Unione europea un partner importante ma difficile. E non siamo gli unici a pensarlo. Dopo l’allargamento nel 2004, l’Unione europea è diventata un partner ancor piú importante a ancor piú difficile, perché alcuni dei nuovi membri condividono un passato comune con la Russia. E per molti, i ricordi del passato prevalgono sulla realtà di oggi. Ora tuttavia, speriamo che l’Unione europea possa risolvere questa crisi interna causata dal veto e che sia approvato il mandato per l’avvio dei negoziati”.

Euronews: Il nuovo accordo di partenariato sarà applicato ad un’Europa e ad una Russia, oggi diverse rispetto a dieci anni fa. In che cosa sarà differente il nuovo compromesso rispetto a quello passato?

Vladimir Chizhov: “I primi negoziati sull’accordo in vigore attualmente risalgono all’epoca sovietica. Il compromesso è stato firmato nel ’94. E’ ovvio che a quei tempi la Russia e l’Unione europea erano molto diverse rispetto ad oggi. Ora vogliamo aggiornare l’intesa, deve riflettere il lavoro sui quattro spazi comuni in materia di economia, giustizia, sicurezza esterna, e scienza. L’accordo dovrebbe stabilire anche un meccanismo di maggiore flessibiltà per la cooperazione rispetto all’attuale compromesso”.

Euronews: Dopo il conflitto dell’anno scorso con l’Ucraina sul gas e la recente decisione di raddoppiare il prezzo del gas per la Georgia, pensa che sia stata daneggiata l’immagine della Russia come fornitore affidabile?

Vladimir Chizhov: “Consideriamo la questione dal punto di vista di un consumatore, di un utente privato europeo. Immaginate che il vostro fornitore abbia aumentato i prezzi, ricevete una fattura piú alta. Pensate che la compagnia non sia piú affidabile? Io penso di No. A livello internazionale, è lo stesso. E per quanto riguarda la Georgia, lei stessa ha dato la notizia: fino al gennaio del 2007, i prezzi non cambieranno. Poi comincieranno ad aumentare raggiungendo gli stessi livelli in vigore nel mercato internazionale. Facciamo esattamente quello che l’Unione europea ci ha chiesto da anni, cioé di agire secondo le regole del mercato internazionale”.

Euronews: Ad ottobre, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulle relazioni tra l’Unione europea e la Russia, dopo l’omicidio della giornalista Anna Politokskaia. L’europarlamento ha chiesto all’Unione europea di utilizzare toni piu rigidi sui diritti umani nel dialogo con la Russia. Mosca d’altra parte afferma che la democrazia russa non è in pericolo. Questo significa che Bruxelles e Mosca hanno standard diversi per la democrazia?

Vladimir Chizhov: “Non mi soffermo sulle ragioni degli autori di questa risoluzione del Parlamento europeo. Per quanto riguarda i diritti umani, il dialogo va avanti. L’8 novembre l’Unione europea e la Russia hanno discusso proprio di diritti umani nella loro ultima tavola rotonda qui a Bruxelles. Direi che in questo campo abbiamo anche noi delle osservazioni da fare ai nostri partner europei”.

Euronews: La Russia e l’Unione europea stanno facendo progressi importanti per agevolare i visti. Pensa che la Russia debba seguire il modello di cooperazione tra l’Unione europea e la Svizzera, basata su un ampio numero di accordi, di fiducia reciproca, ma senza integrazione?

Vladimir Chizhov: “E’ vero, stiamo semplificando le regole per il rilascio dei visti. Ma non dovremmo aspettarci che la Russia segua l’esempio svizzero e che aderisca allo Spazio Schenghen. Abbiamo studiato il modello euro-elvetico come possibile variante per la nostra cooperazione con l’Europa. I rapporti tra Unione europea e Svizzera sono basati su una vasta serie di accordi in diversi settori, e non su un singolo compromesso globale. Ma dopo alcune consultazioni Unione europea e Russia hanno deciso che per ler nostre relazioni l’esempio elvetico non è il miglior modello da seguire”.

Euronews: Qual è la particolarità della sua missione diplomatica? Essere ambasciatore all’Unione europea, una comunità di paesi, è molto diverso dall’essere ambasciatore in un unico stato?

Vladimir Chizhov: “E’ molto diverso! Rappresento la Russia in un’unione di stati a cui il mio paese non appartiene. Questa è la peculiarità del mio lavoro. Devo colllaborare con l’Unione europea come un ente unico, e al tempo stesso devo sviluppare relazioni bilaterali con tutti i suoi membri. L’Unione europea ha meccanismi dinamici, in via di sviluppo. In alcune aree come il commercio, le decisioni si prendono a libello comunitario. Ma altre aree come la difesa sono di competenza nazionale. Tra i due estremi c‘è una vasta zona grigia, di responsabilità condivise. Agire all’interno di questo complesso meccanismo non è facile, soprattutto all’inizio. Dobbiamo lavorare su differenti assi”.