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Pace in bilico in Libano

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Pace in bilico in Libano

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Si infiamma la crisi politica in Libano dopo l’assassinio del giovane ministro dell’industria Pierre Gemayel. Il quartiere cristiano di Dora, alla periferia est di Beirut, è stato completamente isolato in seguito alle proteste della folla. Nel cuore cristiano della capitale militanti antisiriani hanno dato fuoco a cassonetti.

Scanditi slogan contro la Siria, contro il leader di Hezbollah, Nasrallah, e contro il leader cristiano Aoun, suo alleato. Perre Gemayel, ministro e leader della comunità cristiana, era figlio dell’ex presidente Amin Gemayel e componente del partito cristiano maronita.

Il ministro è stato freddato con un colpo di pistola alla testa. L’autovettura che stava guidando è stata bloccata, in un sobborgo di Beirut, da tre uomini armati e crivellata di colpi. Nell’agguato è deceduto anche un uomo della scorta. Il premier libanese Fouad Siniora ha definito Gemayel un altro martire dell’indipendenza libanese, convocando una riunione di urgenza per discutere della crisi che sta investendo il paese. In Libano sono stati intanto proclamati 3 giorni di lutto. Domani i funerali di Gemayel.