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Omicidio Gemayel: tutti contro la Siria

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Omicidio Gemayel: tutti contro la Siria

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Un assassinio politico, ma compiuto da chi e a favore di chi…I libanesi se lo chiedono, con la convinzione che a queste domande non verrà mai data una risposta certa. Ma, secondo molti, sarà possibile intuire i mandanti dell’assassinio notando chi vincerà e chi perderà la partita che si sta giocando in Libano. Il campo anti siriano, che era sull’orlo dell’implosione, con un governo amputato da 7 dimissioni, potrebbe ritrovare la stessa unità e lo stesso slancio che fecero seguito all’omicidio Hariri, l’anno scorso.

Quelle 7 dimissioni sembravano fatte apposta per far cadere il governo, impedendogli di approvare il progetto di tribunale internazionale sul caso Hariri. Accusando Damasco, a questo si riferiva il leader druso Walid Jumblatt, dicendo che il presidente siriano Bashar El Assad sarebbe pronto a tutto pur di scampare al giudizio di una corte.

Intanto, però, la prima conseguenza è che gli sciiti prosiriani hanno cancellato la manifestazione popolare indetta proprio per far cadere il governo. Ieri il ministro siriano dell’informazione Mohsen Bilal era stato fra i primi a condannare l’attentato, escludendo ogni coinvolgimento del proprio paese.

E’ sul banco degli imputati, come colpevole perfetto, eppure, secondo molti commentatori il regime di Damasco non avrebbe avuto molto da guadagnare a far salire la tensione. Proprio nel momento in cui sembrava poter uscire dall’isolamento internazionale sulla questione irachena.