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Libano. La salma di Gemayel portata in trionfo dalla folla. Allarme sulla tenuta democratica del paese

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Libano. La salma di Gemayel portata in trionfo dalla folla. Allarme sulla tenuta democratica del paese

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A Bikfaya, a est di Beirut, una grande folla si è stretta intorno alla salma di Pierre Gemayel durante il trasferimento della bara verso l’abitazione della famiglia. Il ministro dell’industria libanese, esponente della maggioranza parlamentare anti-siriana, è stato assassinato ieri. In Libano sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale. I funerali si svolgeranno domani.

I Gemayel sono una delle dinastie politiche del Libano, il nonno della vittima fondò la Falange cristiana, una delle più attive milizie armate durante la guerra civile, oggi partito politico. E la famiglia ha lanciato appelli alla calma, per non fare il gioco di chi punta a destabilizzare il paese.

Oggi i giornali libanesi parlano proprio di questo. Sei esponenti filosiriani del governo Siniora si erano appena dimessi, con l’omicidio Gemayel, basterebbero altre due defezioni per far cadere l’esecutivo che proprio in questi giorni deve approvare il progetto ONU per l’istituzione di un tribunale internazionle sull’omicidio dell’ex premier Hariri, avvenuto l’anno scorso.

Ma altri commentatori mettono in guardia dal credere a cio’ che appare troppo ovvio in un paese in cui nulla è semplice.

Comunque sono i libanesi che pagano sempre è questa l’opinione più diffusa per le strade di Beirut: “Il nostro era un paese prospero, è un peccato che siamo arrivati a questo punto, e forse la situazione peggiorerà ancora”.

Pierre Gemayel è stato freddato da un commando armato mentre circolava in macchina in un quartiere cristiano di Beirut. I leader politici antisiriani Hariri e Jumblatt hanno accusato Damasco, che, comunque, ha condannato con fermezza l’attentato. Cosi’ come l’Iran.