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La famiglia Gemayel, da 60 anni nella politica libanese

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La famiglia Gemayel, da 60 anni nella politica libanese

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La famiglia Gemayel è una protagonista della vita politica libanese da oltre sessant’anni. E da anni, di generazione in generazione, questa dinastia maronita e anti siriana, ha pagato con il sangue. Il padre dell’ultima vittima, l’ex presidente Amin Gemayel: “Questo è un altro martire per la famiglia. Prima c‘è stato mio fratello, mio nipote e mia nipote. Ma noi non perdiamo la fede e non li lasceremo vincere”.

La storia dei Gemayel, è intrecciata a quella della comunità maronita: una comunità che insieme a quella drusa, sciita e sunnita rappresenta una delle tessere principali del complesso mosaico libanese. Il primo a entrare in politica è Pierre Gemayel, nonno del Pierre assassinato martedì. Nel 1936 fonda il partito falangista, sullo stampo delle formazioni di estrema destra europee dell’epoca

All’alba della guerra civile nel ’75, quando l’esercito libanese non riesce a tenere testa ai fedayin palestinesi, Pierre Gemayel arma i suoi militanti. Uno scontro tra le due fazioni fa esplodere le tensioni. Seguiranno lunghi anni di guerra civile. Subito dopo l’invasione israeliana del Libano, il figlio di Pierre, Bachir, è eletto presidente della Repubblica. Un’attentato contro di lui fallisce, ma uccide sua figlia, di quattro anni.

Poco dopo Bachir stesso viene assassinato. Gli succede il fratello Amin. Nel settembre dell’82 le milizie falangiste si rendono responsabili delle stragi dei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila. All’inizio del mandato di Amin, che dura 6 anni, il Libano con l’appoggio degli Stati Uniti, firma un trattato di pace con Israele.

Ma presto la Forza Multinazionale lascia il paese. Con l’accordo di Taef nell’89, il Libano passa sotto la tutela di Damasco. E’ la fine alla guerra civile. Amin e la sua famiglia, da sempre su posizioni antisiriane, si rifugiano a Parigi. Rientreranno nel 2000, anno in cui il figlio Pierre viene eletto deputato.