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Kagame: "Il terreno psicologico del genocido in Ruanda preparato dalle ex potenze coloniali"

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Kagame: "Il terreno psicologico del genocido in Ruanda preparato dalle ex potenze coloniali"

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La giustizia francese ritiene il presidente ruandese Paul Kagame responsabile dell’attentato che nel 1994 costò la vita all’allora Capo di Stato Juvenal Habyarimana. Scintilla che scatenò il genocido in cui furono uccise 800 mila persone.

A sua volta Parigi, che intervenne inviando l’operazione Turchese, è stata accusata da Kigali di complicità nel genocidio.

A Bruxelles, la settimana scorsa, Kagame ha concesso un’ intervista a Euronews.

Paul Kagame

“Il Ruanda è stato smembrato come molti altri Paesi del nostro Continente. Le potenze coloniali hanno diviso gli spazi geografici ma anche la popolazione, questo malgrado l’omogeneità etnica.
Se si guarda al caso Ruanda, …..paese etnicamente diviso, così dite… bisogna sottolineare che in Ruanda c‘è un solo popolo, che ha una sola cultura e che parla una sola lingua.
Le piccole differenze esistenti sono state radicalizzate, il popolo diviso, l’odio diffuso. Il risultato: il genocidio del 1994”.

Euronews

“Che cosa realmente accadde nel 1994?”

Paul Kagame

“Il Ruanda è diventato indipendente nel 1962. Ma le modalità, così come i tempi di quest’indipendenza sono stati decisi dalle stesse potenze coloniali. Che hanno influenzato chi in seguito è salito al potere.
Così se quest’ultime decidevano che tu eri un hutu e dovevi uccidere i tutsi, o viceversa, così era.
Si tratta di tesi che sono state fortemente manipolate dalle potenze coloniali anche attraverso il sistema scolastico”.

Euronews

“Non pensa che tutto questo sia stato anche il risultato della rivalità tra Francia e Usa in questa parte dell’Africa?

Paul Kagame

“No, non in Ruanda, anche se questi Paesi ebbero le loro responsabilità, motivate da ragioni diverse.

Per esempio, ci sono stati Paesi che si sono disinteressati della crisi in Ruanda. Avrebbero potuto prevenire quanto è accaduto, o fermare la guerra civile o ancora dare il proprio sostegno dopo. Questo è un caso.

Diverso dal caso di Paesi che hanno partecipato attivamente, per esempio, nel preparare psicologicamente il conflitto: infondere l’odio etnico, fornire le armi, dare sostegno a una parte della popolazione contro un’altra.

In entrambi i casi si tratta di responsabilità, ma si tratta di responsabilità diverse, che hanno implicazioni diverse e conseguenze diverse.