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Politiche olandesi: i temi scottanti fuori dalla campagna elettorale

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Politiche olandesi: i temi scottanti fuori dalla campagna elettorale

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Alla vigilia delle elezioni olandesi si specula sull’eventuale coalizione che andrà al governo. Il sistema politico olandese si basa infatti sulle coalizioni governative. Pertanto, se i crisitano democratici saranno confermati come prima forza del Paese, spetterà loro scegliere l’alleato di governo. I liberali, con cui hanno governato finora, potrebbero essere sostituiti dai laburisti.

La CDA del premier uscente, Jan Peter Balkenende, è in testa nei sondaggi. Lui raccoglie oggi i frutti di tre anni di politica di austerity. Dalla sua ha inflazione e disoccupazione in calo e quell’aria da vicino di casa, persona normale, che piace agli olandesi.

Il suo principale rivale, Wouter Bos,leader del PvdA, partito laburista, dopo aver goduto del consenso dei sondaggi negli anni del sacrificio economico, adesso paga il prezzo di avere una presenza fisica piacevole. Troppo bello per gli olandesi per essere credibile. Al suo partito si accredita il 35% dei consensi, una percentuale che non gli consentirebbe di diventare premier ma di entrare a far parte della coalizione governativa.

Resta l’incognita delle piccole formazioni, quale il Partito Socialista situato all’estrema sinistra, che ha visto il suo leader Jan Marijnissen toccare in campagna elettorale temi scottanti quali immigrazione e Unione europea. I liberali del VvD, oggi in coalizione, potrebbero restarci e lo dovrebbero in gran parte alla legislazione severa sull’immigrazione del ministro uscenta Rita Vérdònk.

Immigrazione, integrazione e Europa sono temi lasciati a margine di questa campagna elettorale, ma che, soprattutto dopo alcuni episodi, quale l’omicidio del regista Theo Van Gogh sono in cima alle preoccupazioni dei cittadini. Preoccupazione che non ha fatto fatica a cogliere e cavalcare Geert Wilders, erede di Pim Fortuyn, che ha condotto la campagna elettorale con proposte audaci quali la chiusura del suo Paese agli immigrati. Una strategia che, nei suoi auspici, dovrebbe portagli il 25% dei voti.