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Le prime reazioni all'assassinio di Pierre Gemayel

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Le prime reazioni all'assassinio di Pierre Gemayel

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In un messaggio alla nazione il primo ministro libanese Fuad Siniora ha definito Pierre Gemayel l’ennesimo martire dell’indipendeza del paese e ha lanciato un appello all’unità, chiedendo ai libanesi di non abboccare alle sirene della sedizione: “E’ ora che i libanesi si uniscano, tutti i libanesi. Nella mia funzione di capo del governo, esorto i miei compatrioti ad essere vigilanti sul futuro della nazione, dobbiamo tendere all’unità e alla coesione”.

Pierre Gemayel era l’ultimo rampollo di una delle piu’ famose dinastie politiche libanesi. Come Siniora, il padre della vittima, l’ex presidente Amin Gemayel, ha invitato la popolazione alla calma, a non cedere alla tentazione della vendetta. Ho un unico desiderio, che questa notte sia una notte di preghiera e di riflessione sul significato di questo martirio. Chiedo a chi apprezzava Pierre di rispettare la causa per la quale lottava. Non vogliamo ritorsioni”.

Durissima la presa di posizione del leader della maggioranza parlamentare anti Damasco Saad Hariri, che accusa i siriani di essere i mandanti dell’assassinio: “Vogliono uccidere tutti gli spriti liberi” ha commentato il figlio dell’ex premier assassinato l’anno scorso.

Parole di fuoco anche da parte del dipartimento di stato americano. Il sottosegretario Nicholas Burns: “Siamo sotto shock per questo attentato. Per noi si tratta di un atto di terrorismo e e di un tentativo di intimidazione. Riteniamo che tutti i paesi debbano assumersi la responsabilità di sostenere Siniora e di opporsi a chi cerca di didvidere il Libano facendone ripiombare la vita politica nella violenza”.

Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha dato la propria lettura dei fatti da Londra: “Le notizie che giungono dal Libano sono un altro esempio del tipo di regione e di vicini con cui dobbiamo convivere. E’ un altro esempio di quanto ho già detto rispetto al conflitto fra moderati e estremisti”.

E nella conferenza stampa congiunta con Livni, il capo della diplomazia britannica Margareth Beckett ha aggiunto: “Mi auguro che qualunque cosa ci sia dietro questo assassinio, si tratti di un atto isolato, perché ovviamente quel che siamo ansiosi di fare è ricostruire il LIbano, non assistere ad altre morti e distruzioni”.