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Delitto Gemayel, ultimo di una serie di delitti politici in Libano

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Delitto Gemayel, ultimo di una serie di delitti politici in Libano

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Quello del ministro dell’Industria Gemayel è solo l’ultimo di una catena di delitti politici in Libano, che risale fino alla metà degli anni ’70. Dall’inizio del 2005 a oggi, sono sei le vittime illustri, tutte accomunate da una posizione antisiriana. Il quattordici febbraio a Beirut muore in un attentato l’ex primo ministro Rafiq Hariri.

Il 2 giugno tocca a Samir Kassir, giornalista di An Nahar, il quotidiano più diffuso del Libano. Ucciso con un’autobomba in un quartiere cristiano della città. Meno di venti giorni dopo è la volta dell’ex segretario generale del partito comunista, Georges Hawi. La sua morte coincide con la vittoria di Saad Hariri, figlio dell’ex premier assassinato, alle elezioni legislative.

Un altro attentato, il dodici luglio, prende di mira il convoglio del ministro della difesa Elias Murr, che rimane ferito. In settembre tocca a una nota giornalista politica, May Chidiac, rimasta gravemente ferita per l’esplosione di una bomba. Il premier Fouad Siniora non esclude legami con le indagini sul caso Hariri. E il dodici dicembre un attentato uccide il deputato cristiano Gebran Tueni. Tueni era tra gli editori di An Nahar, dalle cui pagine era stato denunciato il coinvolgimento di Damasco nell’assassinio Hariri.