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L'ex spia russa Litvinenko avvelenato dopo l'incontro con un informatore italiano

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L'ex spia russa Litvinenko avvelenato dopo l'incontro con un informatore italiano

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Cominciano ad affiorare i primi dettagli sull’avvelenamento a Londra dell’ex spia russa Alexander Litvinenko. Il quarantatreenne, rifugiatosi a Londra sei anni fa, versa in gravi condizioni allo University College Hospital e le sue possibilità di sopravvivenza sono del 50%. Lo scorso primo novembre Litvinenko incontra in un sushi bar di Piccadilly un “contatto” italiano che gli rimette dei documenti. Secondo notizie di stampa si tratterebbe di Mario Scaramella, collaboratore di diverse agenzie d’intelligence e consulente della commissione Mitrokin sulle infiltrazioni del Kgb in Italia. Due ore dopo l’incontro Litvinenko si sente male e viene ricoverato in ospedale.

Per il leader ceceno in esilio a Londra Akmed Zakayev non ci sono dubbi che dietro il tentativo di assassinio ci sia il presidente Putin. Livtinenko aveva lasciato la Russia nel novembre 2000 ed avevo chiesto asilo politico alla Gran Bretagna. Due anni prima aveva denunciato pubblicamente di aver ricevuto l’ordine da parte dei vertici dei servizi russi di uccidere l’oligarca Boris Berezovski.

Prima che le sue condizioni peggiorassero Litvinienko aveva dichiarato che stava indagando sull’omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaia. Una figura scomoda per il Cremlino a causa dei suoi articoli di fuoco contro la politica di Mosca in Cecenia.