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Divisioni in Europa sulla strategia energetica nei confronti della Russia

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Divisioni in Europa sulla strategia energetica nei confronti della Russia

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L’Unione europea ha pochi giorni per evitare il corto circuito con la Russia, ma già sono volate le prime scintille. La riunione bilaterale sulle questioni energetiche in programma martedí è stata annullata, a causa delle tensioni con la Polonia. Varsavia ha posto il veto ad un nuovo accordo sull’energia con la Russia, se prima non sarà eliminato l’embargo russo sulle importazioni di carne polacca.

Il tempo tuttavia stringe ha sottolineato il presidente della Commissione a Bruxelles: “Oggi l’Unione europea importa il 50% del suo fabbisogno di energia- ha detto José Manuel Barroso. Senza una nuova politica, la dipendenza salirà al 70% e sarà anche maggiore per il gas”

I negoziati per la definizione di un nuovo accordo di partenariato con la Russia, primo fornitore di idrocarburi per l’Europa, dovrebbero cominciare venerdí al vertice bilaterale, ma il veto polacco ha generato dei distinguo tra i venticinque. Javier Solana, Alto rappresentante per la politca estera ha lanciato un appello all’unità:

“Troppo spesso ci siamo divisi o abbiamo difeso il minimo comun denominatore. Questo deve cambiare. Siamo franchi: se non saremmo capaci di promuovere una linea unitaria su queste questioni, i nostri partner ci dribbleranno. Ci siamo già avvicinati a questa situazione”

L’embargo russo imposto l’anno scorso è già costato alla Polonia 400 milioni di euro. Alcuni paesi come la Francia e la Lituania hanno appoggiato la posizione polacca difronte a questa strategia della Russia, mirata, secondo molti osservatori, a dividere l’Europa.