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Bush persona non grata per gli indonesiani

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Bush persona non grata per gli indonesiani

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George Bush ospite non gradito in Indonesia. Migliaia di persone hanno sfidato le piogge monsoniche per protestare contro la visita del presidente americano “che fa scorrere il sangue dei mussulmani”, secondo uno degli slogan della manifestazione. Dopo Vientnam e Singapore, Bush ha fatto una sosta di appena 6 ore a Bogor, ex capitale coloniale olandese, scelta per ragioni di sicurezza dal governo del paese islamico più popoloso del mondo che, nel sud-est asiatico, è anche il più stretto alleato di Washington nella lotta contro il terrorismo.

Al termine dei colloqui con il presidente Susilo Bambang Yudhoyono, Bush ha lodato i progressi fatti in tema di democrazia, un modo per giustificare anche le contestazioni contro di lui: “E’ encomiabile una società in cui tutti siano liberi di scendere in piazza e di manifestare le proprie idee. Ciò va a onore dell’Indonesia. Non è la prima volta del resto che ascolto opinioni del genere sulla mia politica, è quel che accade a chi è costretto a prendere decisioni difficili”.

In conferenza stampa Yudhoyono ha proposto a Bush di riflettere su un calendario di ritiro dall’Iraq. La risposta è stata evasiva: “Non ho preso ancora alcuna decisione su un eventuale incremento o decremento delle truppe. E non deciderò prima di aver ascoltato vari pareri, compreso quello dell’esercito americano”.

Secondo fonti di stampa il Pentagono starebbe per pubblicare un documento con una revisione della strategia in Iraq che propone tre alternative. La prima: tentare di dare una spallata alla ribellione, rinforzando il contingente sul breve periodo. La seconda: prevedere un ritiro parziale, con le truppe restanti destinate però a rimanere sul lungo periodo. La terza: il ritiro, puro e semplice.