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Petrolio ai minimi grazie al clima mite e al rallentamento dell'economia negli Usa

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Petrolio ai minimi grazie al clima mite e al rallentamento dell'economia negli Usa

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Dal picco di luglio al crollo delle ultime settimane. Il petrolio è ormai in sensibile ribasso. A determinare il calo del prezzo dei futures sul greggio concorrono diversi fattori, tra cui gli esperti ricordano le previsioni di un inverno mite negli Usa, primo consumatore mondiale, e il rallentamento dell’economia americana. Negli ultimi cinque mesi il prezzo del greggio scambiato a New York è sceso di circa il 30 per cento, passando dal record storico di 78 dollari di luglio ai 55 dollari di oggi e tornando ai livelli di un anno fa.

Anche la presenza di grosse riserve petrolifere (quasi 14 milioni di barili in più rispetto a un anno fa) spiega il forte calo.
E la recente decisione dell’Opec, che ha esortato i paesi esportatori di petrolio a ridurre la produzione, non è stata applicata che parzialmente: i barili di greggio prodotti ogni giorno sono attualmente 27,2 milioni al posto di 26,3 milioni stabiliti dal cartello. L’Opec si riunirà a dicembre per decidere ulteriori tagli alla produzione. Secondo alcuni specialisti, il prezzo del petrolio si stabilizzerà sotto i 60 dollari al barile per i prossimo 3-5 anni.