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Primarie socialisti francesi: i tre in lizza

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Primarie socialisti francesi: i tre in lizza

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Ultimo nei sondaggi, tra i tre aspiranti alla candidatura, è quello che ha più esperienza e che si situa più a sinistra. Laurent Fabius è fedele alla linea socialista. “Mi candido – dice – fondamentalmente perchè ci sono delle situazioni, delle disuguaglianze, delle ingiustizie che non accetto”.

Fabius è stato a 37 anni il più giovane primo ministro di Francia: non ha mai goduto di un carisma travolgente, ma la sua posizione è chiara. E’ l’unico ad avere votato no al referendum sulla costituzione europea.

Difende i valori di una Francia e di un’Europa innanzitutto solidali.

Parola d’ordine “socialdemocrazia” invece per Dominique Strauss Kahn, che si definisce “il migliore baluardo contro la destra”. Economista brillante, ex ministro, Dsk promette un “riformismo senza complessi”.

“Mi candido – spiega – perchè finalmente nel nostro paese si applichino le soluzioni di una socialdemocrazia moderna”.

La sua aria rilassata gli ha attirato qualche critica, ma non ha messo in ombra le sue doti di oratore.

Strauss Kahn punta sulla sua esperienza e sul suo senso della comunicazione. Il progetto socialista, secondo lui, deve servire da ispirazione ma non bisogna diventarne prigionieri.

E infine, lei: la signora dei sondaggi, che ha conquistato il primo piano sulla scena nazionale e internazionale. Ségolène Royal non ha
ancora un programma politico nel vero senso della parola e non ne fa mistero:

“Sono candidata perchè credo alla volontà politica, anche in economia”.

La sua fede, lo ha ripetuto più volte, è nella democrazia partecipativa, e in molti la accusano di populismo.

Nel partito inoltre sono mal viste certe sue posizioni in rottura con la linea socialista: dall’idea di toccare le 35 ore a quella di un pugno di ferro in materia di sicurezza.