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Tony Blair: strategia globale per Iraq e Medio Oriente

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Tony Blair: strategia globale per Iraq e Medio Oriente

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Tony Blair è per una nuova strategia sull’Iraq, ma solo nel quadro di un approccio globale di pace in Medio Oriente. Parlando ieri sera davanti al sindaco di Londra, il premier britannico non ha giudicato essenziale, come invece sembrava alla vigilia, il coinvolgimento di Siria e Iran nella pacificazione dell’Iraq.

“La maggior parte della risposta al problema iracheno non è dentro l’Iraq – ha detto Blair -, ma al di fuori, in tutta la regione, dove vanno cercate le radici del terrorismo globale. Questo è ciò che io chiamo una strategia per l’intero Medio Oriente. E dobbiamo sgomberare il campo da un equivoco di fondo: che si tratti di un cambiamento di politica nei confronti di Siria e Iran”.
Gli Stati Uniti hanno escluso il dialogo con Teheran. L’ha fatto ieri George Bush parlando al gruppo di studio bipartisan sull’Iraq, co-presieduto dall’ex segretario di Stato James Baker, chiamato a esprimere un giudizio sul conflitto. Il gruppo ascolterà oggi, in teleconferenza, Tony Blair.

I democratici, vincitori delle elezioni legislative di metà mandato, fanno pressione: “Stiamo andando sempre più a fondo, in Iraq – dice il senatore Carl Levin – dobbiamo trovare un’alternativa per dare all’America una speranza di vittoria”.
La strategia di uscita dal conflitto in Iraq, dove si trovano 150 mila militari statunitensi, è diventata una priorità per la Casa Bianca dopo la sconfitta elettorale.