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Si aggrava la crisi politica in Libano, Hezbollah minaccia proteste

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Si aggrava la crisi politica in Libano, Hezbollah minaccia proteste

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La creazione di un tribunale internazionale sull’assassinio di Rafic Hariri fa ripiombare il governo libanese in una nuova crisi politica. La decisione del primo ministro Fouad Siniora di farne l’ordine del giorno del consiglio dei ministri di lunedì ha convinto i due partiti filosiriani, Hezbollah e Amal, a ritirare i loro cinque ministri, indebolendo l’esecutivo.

Saad Hariri, capo della maggioranza parlamentare e figlio dell’ex premier libanese, ha accusato Siria e Iran di voler sabotare il tribunale voluto dall’Onu per giudicare i responsabili della morte suo padre. E ha indicato in Hezbollah lo strumento di questo complotto.

Falliti i negoziati interlibanesi per la formazione di un governo di unità nazionale, le tensioni potrebbero spostarsi in piazza, dove Hezbollah gode di un forte sostegno.

Una commissione d’inchiesta dell’Onu ha indicato nella Siria e nei suoi alleati in Libano i responsabili dell’attentato contro Rafic Hariri, avvenuto il 14 febbraio 2005. Il governo di Damasco nega ogni responsabilità.