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Libano: Siniora va avanti, nonostante la crisi

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Libano: Siniora va avanti, nonostante la crisi

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Il Governo libanese, alla prese con un crisi che ha visto la dimissione di sei dei suoi ministri, ha approvato l’istituzione del Tribunale internazionale voluto dall’Onu sull’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri il 14 febbraio del 2005. Sei ministri filosiriani, 5 dei partiti Hezbollah e Amal, hanno deciso di dare le dimissioni dopo il fallimento delle trattative sulla costituzione di un governo di unità nazionale, ma è la questione del Tribunale internazionale ad aver aumentato le tensioni.

L’indagine voluta dalle Nazioni Unite ha infatti piú volte puntato il dito contro i servizi segreti siriani e contro alcuni ufficilai libanesi vicini a Damasco. Ora, dopo l’approvazione da parte dell’esecutivo libanese della bozza Onu, si apre il processo di ratifica. Come prima tappa il testo dovrà tornare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Diversi gli interrogativi ancora sul tavolo: l’Italia è, con Cipro e il Libano stesso, uno dei possibili luoghi che potrebbero ospitare il Tribunale. La Corte Internazionale dovrebbe essere composta da tre giudici, uno libanese e due strenieri nominati dal segretario generale dell’Onu. Nell’attentato di S.Valentino del 2005 oltre all’allora primo ministro libanese Hariri sono morte altre 23 persone. La Siria ha sempre negato ogni responsabilità.