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Terrorismo. Per l'intelligence è ancora una minaccia reale per UK

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Terrorismo. Per l'intelligence è ancora una minaccia reale per UK

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La minaccia terroristica rimane forte in Gran Bretagna. Lo dicono i servizi segreti e lo conferma il primo ministro, ora piu che mai alle prese con il calo di consenso per le crescenti violenze in Iraq. In Gran Bretagna ci sarebbero 200 gruppi che impiegano 1600 persone “attivamente coinvolte” in attività terroristiche. Questa è la notizia circolata oggi sulle prime pagine dei qutoidiani britannici.

I numeri li ha comunicati la direttrice generale dell’Mi5, il servizio segreto interno. Eliza Manningham-Buller ha detto che sono stati scoperti trenta complotti che avevano l’obiettivo di uccidere persone e mettere in pericolo l’economia britannica. Se fino ad oggi le armi usate erano rudimentali, secondo il capo dei servizi segreti, la minaccia di domani potrebbe comprendere l’uso di armi chimiche e anche nucleari.

Blair, in visita in Nuova Zelanda, ha confermato quanto sostenuto dai servizi segreti in una conferenza stampa.

“Lo vado ripetendo da diversi anni. Le minacce terroristiche sono reali e stanno crescendo con il passare degli anni. E non solo nel nostro Paese. La minaccia è cresciuta nell’ultima generazione e durerà un’altra generazione”.

Dopo gli attentati del 7 luglio 2005 altri cinque grandi progetti di attentato sul suolo britannico sono stati sventati ha spiegato il direttore del servizio segreto.

Tra questi anche quello che, con l’uso di esplosivi liquidi, avrebbe distrutto contemporanea una decina di aerei diretti negli Stati Uniti.

Un tentato attacco che ha modificato ancora una volta le abitudini di volo degli europei, ora obbligati a trasportare liquidi nel proprio bagaglio a mano solo in piccole quantità e in sacchi trasparenti separati.