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Intervista al ministro degli Esteri della Georgia

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Intervista al ministro degli Esteri della Georgia

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Il capo della diplomazia georgiana è in Europa per cercare sostegno. Le relazioni della Georgia con il suo vicino russo si sono degradate da tre anni dal tempo della rivoluzione rosa. Oggi per Guela Bejouachvilli, é chiaro che l’avvenire del suo paese, dopo la cacciata del ministro della Difesa,passa attraverso l’Occidente. Ma i conflitti nelle regioni separatiste non sono risolti ed é chiaro che Mosca non si priverà certo di fare pressioni politiche ed economiche sulla Georgia.

Lo scorso settembre la Georgia ha accusato di spionaggio quattro militari russi. Sono stati rilasciati certo, ma le relazioni tra i due paesi sono peggiorate. La Russia ha imposto delle sanzioni chiudendo le linee aeree e ferroviarie con la Georgia e arrestando alcuni cittadini georgiani. Il suo paese é pentito dell’arresto dei militari russi?

Bejouachvilli: “La reazione della Russia a quest’affare di spionaggio è solo la parte emergente dell’iceberg. Un iceberg che è ben visibile da tempo. Basta pensare alle sanzioni imposte da tempo alla Georgia dalla Russia: un anno fa con l’embargo sull’export di vino, d’acqua minerale e di prodotti agricoli. O ancora otto mesi fa la decisione unilaterale, senza alcun motivo, da parte della Russia di chiudere la frontiera. Senza dimenticare che tutto cio che accade ai georgiani abitanti in Russia va al di là dell’immaginabile. E ‘ assolutamente inaccettabile per un Paese membro del Consiglio d’Europa. In Russia si è scatenata una vera e propria caccia al georgiano: non credo sia positivo per la reputazione della Russia

Euronews: La Russia ha appena raddoppiato le tariffe del gas:Mosca sembra aver voglia di stragolare la Georgia almeno dal punto di vista economico. Il suo paese, signor ministro, è in grado di resistere a un altro inverno se la Russia blocca le proprie esportazioni verso di voi?

Bejouachvilli: “Precisiamo subito: sopraviveremo Perchè noi capiamo la gente e quando dico noi parlo a nome di di ogni cittadino del mio paese che appoggia la nostra scelta. Il nostro orientamento pro occidentale è condiviso dall’80% della popolazione. I georgiani sono pronti a pagare il prezzo della loro scelta.”

Euronews: La Georgia è pronta a un dialogo costruttivo con la Russia. Cosa siete disponibili a offrire?

Bejouachvilli: “La mano di un amico il cui avvenire passa attraverso un’unità forte, democratica e trasparente: tutte cose positive per la Russia, Vogliamo essere un paese partner: é questa laa nostra offerta. Da parte loro ci aspettiamo il riconoscimento della nostra identità. delle nostre scelte, il rispetto delle nostre frontiere.
E’ possibile un accordo su non pochi temi e loro lo sanno. Siamo molto flessibili: a condizione che le nostre frontiere restino intangibili

Euronews: Cio’ significa che sull’Ossezia del sud non siete disponibili alla trattativa

Bejouachvilli: Negozieremo sullo statuto dell’Ossezia meridionale, ma nell’ambito della Georgia: utilizzando il modello europeo di statuto politico. Cio che conta é il ruolo della Russia che deve essere imparziale. E’una condizione necessaria: Ripeto: non negozieremo mai su un caambiamento delle nostre attuali frontiere con la Russia

Euronews: La Georgia ha apprezzato il sostegno politico dell’Unione e degli Stati Uniti negli ultimi tre anni: a suo parere lo ritiene sufficiente?

Bejouachvilli: Abbiamo bisogno del piu grande numero dei sostegni politici ed è proprio per questo motivo che noi siamo a Parigi. Abbiamo bisogno di voci forti e preferirei una sola voce europea: quella di un’Europa unificata per sostenere la causa georgiana. Il motivo è chiaro: quando l’Europa parla con una sola voce allora è ascoltata e allora si possono ottenere dei risultati. Le trattative con Mosca non sono cosi buone. Ma su grande scala penso che abbiamo bisogno di un grande dibattito con una sola voce europea,e con la Russia sulle grandi questioni inerenti alla democrazia, sui problemi di comportamento con i paesi confinanti, sui mezzi per sviluppare la sicurezza comune nel contesto europeo. Ect etc. perchè piu si è uniti, piu si è forti

Euronews: Grazie mille signor ministro a nome di Euronews

Bejouachvilli: My pleasure.