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Firmata la nuova costituzione in Kyrgyzstan

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Firmata la nuova costituzione in Kyrgyzstan

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Con la firma della nuova costituzione, il presidente Kurmanbek Bakiev ha posto fine alla crisi che ha travolto il Kyrgyzstan per una settimana. Nel nuovo testo i poteri del presidente sono ridotti, a favore del parlamento. Sarà il partito di maggioranza a nominare il premier. E il capo dello stato non potrà più sciogliere le camere.

“Non ci sono sconfitti qui – ha detto Bakiev – abbiamo cercato di raggiungere un consenso sulla difficile questione delle riforme costituzionali, nell’interesse prima di tutto dei cittadini”.

Il Kyrgyzstan sarà così la prima repubblica ex sovietica dell’Asia centrale ad avere un parlamento che esercita un potere di controllo democratico sul presidente.

L’opposizione, che si è battuta per queste riforme, festeggia nelle piazze:

“Siamo molto orgogliosi – dice una manifestante – Soprattutto perchè tutto è finito pacificamente e si è arrivati ad un accordo con il governo. La pace nel nostro paese è la cosa più importante”.

La costituzione è stata approvata dal parlamento a tempo di record e quasi all’unanimità. Tra i sostenitori del presidente, c‘è tuttavia chi chiede un referendum per legittimare il testo.