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E' morto Markus Wolf, ex capo della Stasi. Ispirò un personaggio di Le Carrè

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E' morto Markus Wolf, ex capo della Stasi. Ispirò un personaggio di Le Carrè

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E’ morto nello stesso giorno della caduta del muro di Berlino e della riunificazione delle due Germanie, Markus Wolf, il mitico capo dello spionaggio tedesco-democratico che ispirò un personaggio di John Le Carrè. Wolf, figlio di un medico ebreo e comunista, era nato nel 1923. A soli dieci anni scappò con la famiglia dai nazisti rifugiandosi in Russia. In Germania ci tornò dopo la seconda guerra mondiale, lavorando dapprima come giornalista e poi come funzionario dei nascenti servizi segreti dell’est.

Con il crollo del muro, Wolf tornò a Mosca, dove rimase fino alla dissoluzione dell’Unione sovietica. Nella sua autobiografia Wolf ha raccontato l’operazione più delicata della sua gestione, quella che gli permise, negli anni settanta, di piazzare un suo uomo a fianco dell’allora cancelliere socialdemocratico, Willy Brandt.

Quando lo scandalo scoppiò, finì per venirne travolto lo stesso cancelliere. Per le sue attività di spionaggio nella ex Germania dell’est, Wolf non è mai stato in carcere, se non per pochi giorni. Una scondanna nel 1993 a sei anni di prigione venne ridotta dopo il ricorso in appello e quindi sospesa. La corte sentenzò che il processo alle attività di Wolf, legali secondo la costituzione della Germania dell’Est, non si era svolto secondo equità.

Oltre che di spionaggio, Wolf si è occupato anche di gastronomia, trovando il tempo per pubblicare “I segreti della cucina russa”, un gioco letterario che mischia spionaggio e ricette.