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Euroscetticismo fra la popolazione turca dopo il giudizio negativo di Bruxelles

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Euroscetticismo fra la popolazione turca dopo il giudizio negativo di Bruxelles

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E’ una miscela di disillusione e amarezza quella che si respira in Turchia dopo il giudizio negativo espresso dalla Commissione Europea sullo stato delle riforme nel Paese. Alcuni commenti raccolti per le strade di Istanbul:

“Se entra nell’Unione, la Turchia è fregata” dice senza mezzi termini un cittadino di Istanbul.

“L’Unione Europea è una comunità cristiana: sarà difficile che ci accettino” commenta un altro.

Una ventata di sfiducia che interessa in particolare i più giovani. Due su tre sono ormai convinti che l’adesione non sia nell’interesse del popolo turco. E per il 62% degli studenti il Paese non potrà mai entrare in Europa:

“Quando sono iniziati i negoziati l’anno scorso ero a favore. Ma visto il comportamento degli europei nei nostri confronti, ora la cosa mi spaventa” dice una ragazza.

“Non staremo certo a supplicare: vi prego accettateci!” ironizza uno studente.

Le posizioni non cambiano troppo passando dalla strada al giudizio degli analisti. Cengis Aktar, direttore del Centro di Studi sull’Europa:

“La Turchia è un po’ il figlio indesiderato del processo d’allargamento. Riceve un sesto degli aiuti che gli altri Paesi hanno avuto nella fase di pre-adesione. La Commissione è quasi invisibile in Turchia: tenta di coprire un grande Paese come questo con un unico ufficio ad Ankara”.

Paese a maggioranza musulmana, la Turchia con il suo ponte sul Bosforo ha una posizione strategica di collegamento fra Europa e Asia. E in Europa stessa il suo accesso al club dei Venticinque è visto come un passaggio obbligato per alcuni. Troppo complesso, se non inopportuno, per altri.