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Orario di lavoro: nessun accordo, si va in tribunale

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Orario di lavoro: nessun accordo, si va in tribunale

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L’ultima chance per raggiungere un accordo sull’orario di lavoro europeo è fallita. I ministri degli affari sociali dei Venticinque si sono divisi in due gruppi: Francia, Italia, Spagna, Cipro e Grecia volevano una data precisa per la soppressione del cosiddetto “opting out”, cioè la possibilità di derogare alla legislazione europea che impone un massimo di 48 ore di lavoro settimanali. La Gran Bretagna vuole invece mantenere la sua flessibilità.

A questo punto si profila la sola opzione giuridica: la questione era sorta infatti perché 23 paesi su 25 non sono in regola con la legge europea.

Per questa ragione era stato creato l’“opting out”, una soluzione provvisoria che però non piace a molti paesi, in testa a tutti la Francia. Si è cercato allora di cambiare la direttiva europea. La Finlandia aveva proposto un’annualizzazione, che avrebbe reso più flessibile la distribuzione delle ore. Ma la proposta non ha avuto successo.

Ora, i soli a non rischiare il ricorso alla Corte di giustizia sono Italia e Lussemburgo.