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Usa, elezioni di mid-term: spesi milioni di dollari

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Usa, elezioni di mid-term: spesi milioni di dollari

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Campagna elettorale all’insegna della pubblicità negativa negli Usa. Non è una novità oltreatlantico, dove gli attacchi diretti agli avversari costituiscono il cuore della strategia elettorale. Quest’anno come non mai. Ben 1400 milioni di dollari spesi da senatori e rappresentanti della camera bassa per essere rieletti.

Il consulente politico, Hank Scheinkopf: “Stando alle statistiche il 95% dei parlamentari viene rieletti, a meno che non si provi che hanno fatto qualcosa di sbagliato. È questa la funzione degli spot negativi o comparativi”. Tutto è permesso e lecito. Per far presa sulle scelte dell’elettorato si fa leva sui sentimenti e si ricorre a tutto ciò che può catturare l’attenzione per un breve periodo.

“Musiche orecchiabili, graffici che ti catturano all’istante. Nella nostra cultura, che è cultura d’intrattenimento e gossip,non c‘è niente di più attraente che uno spot negativo. È qualcosa che piace agli elettori, è qualcosa che li coinvolge ancora di più nella campagna elettorale”.

Smuovere l’elettorato fino a disgustarlo. Gli strateghi della comunicazione giocano sporco facendo leva sulle paure dell’elettorato. Non a caso. Carroll Doherty del Pew Research Centre: “Diversi studi rilevano che gli elettori stanno più attenti agli spot negativi. Il richio che si corre è di andare troppo oltre. Quest’anno è accaduto in alcuni casi, gli spot sono stati censurati”.

Non si tratta di un fenomeno recente. È una tradizione americana che risale a 200 anni fa. Nel 1964, questo spot contro il nucleare usato per la campagna presidenziale, da Lyndon Johnson, sollevò un mare di polemiche. In attesda dell’esito delle consultazioni, c‘è comunque già un vincintore. I media, ai quali va la metà del budget milionario speso per la campagna.