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La condanna a morte di Saddam suscita reazioni contrastanti: Europa e Usa divisi sulla pena capitale

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La condanna a morte di Saddam suscita reazioni contrastanti: Europa e Usa divisi sulla pena capitale

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Il verdetto contro Saddam Hussein è accolto con reazioni contrastanti in Iraq, diviso tra la gioia di sciiti e curdi e la collera dei sunniti, e nel mondo occidentale. L’ex rais, condannato all’impiccagione per crimini contro l’umanità, può ancora sperare nel processo di appello, che comincerà oggi a Bagdad. Ma soprattutto può sperare nell’opposizione di quella parte della comunità internazionale contraria alla pena di morte. Come l’Unione europea. “Per quello che Saddam Hussein ha fatto meritava di essere processato – ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel – ma è chiaro che l’Unione Europea è contraria alla pena di morte in linea di principio”.

Esultano, invece, gli Stati Uniti, con il presidente Bush che coglie l’occasione per fare discorsi trionfalistici a ridosso delle elezioni americane di medio-termine che si terranno giusto martedì. “Saddam Hussein potrà ricorrere automaticamente in appello e continuerà a godere quei diritti che ha negato ai suoi cittadini”. Di tutt’altro avviso Amnesty International, che ha definito il processo un “vergognoso affare”.