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Ancora aspre proteste in Kirghizistan.

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Ancora aspre proteste in Kirghizistan.

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Circa 4 mila persone sono scese in piazza nella capitale Bishkek: chiedono le dimissioni del presidente Kurmanbek Bakiev e una nuova costituzione che dia più poteri al parlamento e meno al capo dello stato. Riforme promesse dal presidente stesso, ma mai attuate. Bakiev si è limitato ad inviare al parlamento alcune proposte di modifica della legge fondamentale.

“Quello che sta facendo è incomprensibile. Abbiamo appena letto il suo testo, e siamo sconcertati” dice Temir Sariev deputato dell’opposizione. Bakiev, di fronte alla protesta ha ceduto su due punti: ha licenziato il ministro degli interni e ha concesso uno spazio nella tv nazionale ai suoi oppositori.

Salito al potere nel 2005 con la “Rivoluzione dei tulipani” in questa repubblica ex sovietica, Bakiev è accusato di corruzione. Aumentando le tensioni, non si è neppure presentato al parlamento questo lunedì per proporre le sue modifiche alla costituzione. Da giovedì nel paese le proteste si susseguono, anche se con una partecipazione sempre meno forte. Ma l’occupazione della piazza centrale di Bishkek, dicono gli oppositori, continuerà fino alle dimissioni di Bakiev.